Official website of the Turin designer and illustrator Alessandro Porta

Interviste

QUANDO IL DESIGN INCONTRA L’ARTE

INTERVISTA AL PITTORE E DESIGNER ALESSANDRO PORTA

  • Come ha scoperto la sua vocazione di designer?

Penso che la mia vocazione sia un dono di natura, poiché non ho frequentato nessuna scuola artistica ; fin da bambino mi sono destreggiato nel disegnare auto, camion, treni, aerei, ecc. con ottimi risultati, almeno questo mi dicevano compagni e insegnanti di scuola. Disegnavo, a quel tempo, prospettive a matita, utilizzando inchiostro di china, pastelli e tempera.

 

  • Parliamo dello stile e dell’ideazione: come prendono forma i soggetti delle sue opere?

I soggetti delle mie opere prendono forma nella mia mente prima di iniziare il disegno; vedo già il lavoro finito, sia che si tratti di studi stilistici – la mia attuale professione – che soggetti storici o raffigurazioni di tecnologie, future o passate che siano.

  • Tecnicamente, come inizia una sua opera, ha un metodo preciso?

Generalmente inizio sempre dallo sfondo, che sia il cielo o quant’altro, così ho già un contrasto su cui apparirà il soggetto principale – generalmente un automezzo – e poi seguo la mia fantasia, che mi porta a definire con precisione la “fotografia finale” dell’opera con tutti i dettagli che intendo rappresentare.

  • Quali messaggi cerca di trasmettere con i suoi quadri?

Se si tratta di design cerco di trasmettere e interpretare nuove soluzioni che migliorino l’utilizzo o le caratteristiche funzionali del soggetto, sia che si tratti di un’automobile o un elettrodomestico; per mia fortuna non mi mancano le idee alternative e riesco ancora a soddisfare il cliente, anche perché il mio lavoro deve piacere non tanto a me quanto agli altri. Se si tratta invece di ricostruzioni storiche o geologiche illustro, con documentazione o racconti verbali, situazioni e avvenimenti che non sono mai stati documentati da fotografie o disegni (vedi castelli medioevali, ecc.).

  • C’è un quadro a cui è particolarmente affezionato?

Sono affezionato a tutti i miei lavori e li conservo tutti con cura, ma in particolare sono affascinato dalle scene agricole, in particolare dalle trebbiature del grano, poiché sono le prime scene che ho vissuto nel mio immaginario e nella mia infanzia in campagna, dove mi immaginavo già grande e avrei voluto manovrare io quei trattori assordanti che gestivano – tra il vociare  affannato degli operatori, tra polvere e fumo – tutto il macchinario atto alla trebbiatura. Questo fascino mi è rimasto a pelle, tuttora è vivo poiché colleziono attualmente questi mezzi.

  • Che consigli darebbe ai giovani artisti?

Con i tempi che corrono è difficile dare consigli per svolgere questa attività come professione se non si ha già esperienza accumulata in anni. Bisogna essere umili, credere nelle proprie capacità, misurarsi con altri e non credersi dei geni, c’è sempre da imparare. Generalmente non mi sento mai pienamente soddisfatto dei miei lavori.

  • Progetti, eventi e mostre in cantiere?

In cantiere ho parecchi progetti:  mostre con soggetti ferroviari, agricoli, militari, ecc. e spero di realizzarne il più possibile.

INTERVISTE SUL WEB:

Intervista ad Alessandro Porta su Virtual Car

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